Noia – ora 17

La noia è la signora di dilatati pomeriggi

 

Quando la sua macchina ha preso la strada per Carpi, lui non se ne era reso conto proprio subito.

Una volta capito, non era dispiaciuto. A Carpi non c’era mai stato e ne avevano, anche a lui, parlato bene.

Se qualcuno gli avesse chiesto qual era il sentimento che, in quel pomeriggio afoso, dominava la sua testa avrebbe risposto senza tanti preamboli la noia.

La noia è appunto quel sentimento profondamente cinico e molto vicino all’umano che non esita a farsi vedere in mezzo alle strade dei nostri pensieri con fare invadente e si potrebbe anche dire, a volte, supponente. Non ha molte remore a viverci dentro.

La calda afa di quella giornata restava prepotente anche in mezzo agli stupidi scrosci di pioggia che con regolarità venivano ad alimentare la speranza di refrigerio della gente.

Arrivò nella grande piazza e non ci mise molto ad entrare nel Palazzo, dove una successione di stanze poteva fargli capire che anche le idee se ne stanno una in fila all’altra, dopo la nostra volontà.

La sala della Dama era dominata dal rosso profondo delle pareti e subito lui intese che quella era la stanza degli amori del Signore. Rimase a guardare le pareti e a girarci dentro per un tempo indefinito: ora la sensazione più forte era quella del piacere estetico.

autoritratto del pittore

Gentile Bellini – autoritratto

Quello che poi accadde non doveva rientrare nelle tavole esplicative della vita quotidiana di un uomo qualsiasi.Assente il significato dell’ora, in uno degli angoli della sala il pittore Gentile si rivolgeva a lui quasi con naturalezza e distacco: “Vedi, è persa la memoria di me e di quello che qui ho fatto!”.

Non si ricordò quando uscì dal Palazzo; nella piazza i bambini continuavano a giocare.

 

***

 

Le fatiche imbiancate

dentro a corridoi

con dame belle

dopo rossi di muri

 

si scostano i passi

da immaginarie cavalcature

girate su facciate

di pietra.

Nell’ampia aria della piazza

non afferro

il gioco dei bimbi

parati sulle biciclette

senza nomi o

vaghi comignoli,

attoniti di stelle.

***

Estratto da Il libro delle ore
Presto il mio Libro delle ore potrà essere ascoltato in audiolibro.

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