La sede dei sogni

Con buona sicurezza un giorno dimostreremo come anche gli animali sognano e quale sia il loro mondo simbolico – o metaforico.

Le strutture cerebrali sono il risultato di un percorso evolutivo come tutto il resto del mondo organico e perciò le aree più antiche hanno trovato un loro contatto anatomo-funzionale con le zone di più recente formazione nell’evoluzione.

labirinto in siepiEsiste un cervello metaforico? L’archi e il paleocerebello, coinvolti ad esempio nella sensazione di pre-morte, costituiscono la base della cosiddetta area cerebrale simbolica, di cui fa parte integrate il corpo calloso. Questa struttura mette in comunicazione l’emisfero “dominante” sinistro, deputato tra l’altro alla elaborazione del linguaggio, con il destro, che sembra maggiormente destinato alle attività artistiche e di mediazione simbolica dell’individuo.

Una lesione del corpo calloso – “split-brain” – comporta uno scollegamento ed una più evidente libertà dell’emisfero destro: l’individuo non ha coscienza delle informazioni che arrivano da quell’emisfero, la regione cerebrale appare “muta” e i processi interpretativi e percettivi non giungono alla consapevolezza.

È la corteccia frontale che raccoglie e ordina le afferenze “primordiali” a partenza dalle aree sottocorticali del Sistema Limbico emozionale che si dispone a circondare il corpo calloso. Le caratteristiche neurofisiologiche di questi circuiti neuronali è quella di scaricare a lungo, anche dopo che sia venuto meno il fattore che ne innesca l’attività. Ecco, un ricordo recente riattivato si risveglia nel meccanismo della memoria e dopo circa mezz’ora la stessa sequenza di immagini mnestiche appare nel sogno. Forse la persistenza di un’attivazione del circolo neuronale mnestico, con mancata rimozione in sede sinaptica del neurotrasmettitore. Immagine postuma negativa della coscienza.

Dunque metafora come realtà mentale parallela e originaria, linguaggio simbolico alinguistico e prelinguistico.Qui possiamo ormai dire che lo studio neurofisiologico ha anche confermato che l’inconscio decisionale, ciò che non galleggia nel vasto mare della coscienza, a volte anticipa temporalmente (di alcuni secondi) la consapevolezza di una nostra scelta, – come sostiene John-Dylan Haynes del Max Planck Institut.

Più vicina al processo del sogno che a quello dell’interpretazione “quotidiana”.

Estratto da La metafora

L’immagine del labirinto è di Fabio Sercia

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