Epistole

Quarta Epistola

Ho aperto biancori

di cenere

su pendii d’ombra.

Castigo lo spazio

fra i gradini

della villa che mi corre

incontro,

lucore e rimpianto

di pomeriggi

su ruote di solitudine.

He abierto el blanco

de ceniza

sobre montañas de sombra.

Castigo el espacio

entre peldaños

de la villa que me corre

contra,

esplendor y nostalgia

de tardes

en rueda de soledad.

(R)
Torno a pensarti, provando a capire se i gradini vivono il percorso della mente.Il pomeriggio si ferma attonito e l’olio del grande pittore parla anche di te.
(R)
Vuelvo a pensarte, probando a entender si los pendaños vive el camino de la mente.
La tarde se para encantada y el aceite del gran pintor habla tambien de tí.

 

Il mio libro Epistolario è costruito in versi ai quali risponde, in prosa, un ipotetico interlocutore. La traduzione in spagnolo è di Francesco Manna.

Dalla recensione di Vittore Salis.

“La poesia si accompagna alla meditazione in prosa, a volte quasi una parafrasi, altre volte un racconto slegato dai versi che lo precedono. Poesia e prosa sono dedicate a qualcuno pronto ad accoglierle. Nell’incertezza della destinazione delle epistole, il poeta gioca liberamente con le parole.

La traduzione suggerisce che il destinatario delle epistole comprenda l’italiano e lo spagnolo. Ma non ha molta importanza stabilire di chi si tratti. Anche se l’evocazione di un destinatario è insistita ad ogni parola. 

…”

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