Benvenuti!

Nell’ambito della nuova campagna greca dal titolo “Benvenuti”, lanciata in favore dei profughi,
il ministro greco della Cultura, Aristidis Baltàs,
ha inviato la settimana scorsa una lettera aperta agli intellettuali di tutto il mondo,
chiedendo loro un gesto di solidarietà e di sostegno.

Scrive Aristidis Baltàs:

“BENVENUTI”

“Mi rivolgo a voi, artisti e intellettuali di tutto il mondo, dalla Grecia, un Paese in cui continua a restare intrappolato un numero sempre maggiore di rifugiati. E questo perché alcuni Paesi europei hanno chiuso le frontiere, rifiutando di garantire loro anche solo un passaggio sicuro verso una destinazione dove sarebbero accolti per viverci.

Mi rivolgo a voi dalla Grecia della crisi. Un Paese, i cui abitanti, vittime dell’austerità, patiscono impoverimento e disoccupazione e vivono un presente difficile e un futuro incerto. In un’Unione europea che sta attraversando la sua seconda grande crisi. Una crisi politica questa volta. O, forse, esistenziale.

Tuttavia, i greci – benché vittime dell’austerità – fanno di tutto per soccorrere i rifugiati e i migranti,  vittime delle guerre e dell’indigenza estrema, i nuovi dannati della Terra. Per soccorrerli in ogni modo. Con generosità e abnegazione. Spesso offrendo dal poco che hanno. Perché la Grecia ha vissuto lo sradicamento. Ma anche perché sul suolo greco il rispetto dello straniero è un imperativo etico fin dai tempi antichi. La Grecia rimane la terra dell’ospitalità.  “Metti un piatto in più a tavola”, non abbiamo mai smesso di cantare.

L’anima della Grecia è sempre stata la sua cultura. Voi, artisti e intellettuali di tutto il mondo, lo sapete molto bene. E lo sapete perché studiate il suo patrimonio culturale, che è anche la vostra eredità. Lo sapete perché esercitate la vostra arte, che si trova in tensione permanente con questa eredità. Lo sapete perché vi siete accostati in diversi modi alle attuali espressioni di questa cultura.

Le frontiere chiuse impongono alla Grecia di portare sulle spalle il peso del mondo. L’onere derivante da guerre e povertà estrema, di cui la Grecia non ha alcuna responsabilità. Eppure, la Grecia ha assunto questo fardello. Di buon animo.  Obbedendo all’antico imperativo etico.  Mostrando, e nello stesso tempo esaltando, le sue attuali qualità morali. E salvando l’onore del mondo.

Però la Grecia è un piccolo Paese e questo carico è così difficile da sostenere. Né lo stato né il popolo greco sono in grado di portarne il peso da soli.

È per questo motivo che mi rivolgo a voi, artisti e intellettuali di tutto il mondo. A voi che sapete molto bene che l’uomo non può vivere di solo pane. A voi che sapete molto bene che, anche in condizioni di estrema povertà, anche di fronte alla morte, l’uomo non smetterà di cantare una canzone, di tracciare un disegno, di fare due passi di danza, di ricordarsi o scrivere qualche verso di poesia.

Mi rivolgo a voi, perché voi potete diffondere questo sapere in tutto il mondo. Per scuotere la coscienza globale. In mille modi. Quelli che la vostra creatività inventerà. Dimostrando a tutti che il peso del mondo appartiene a tutti. Così come il suo onore.

Mi rivolgo a voi, artisti e intellettuali di tutto il mondo, perché con le vostre creazioni e riflessioni  voi costruite, in ogni momento, la coscienza del mondo, quel valore intangibile che salva la memoria dell’umanità e garantisce la continuazione della sua storia.

Molti di voi l’hanno già fatto. Molti di voi hanno già parlato. Ma la nostra -e anche vostra-  poetessa, Kiki Dimoula, ci esorta a parlare tutti: “Parla. Di’qualcosa, qualsiasi cosa. Ma non stare lì come un’assenza d’acciaio”.  E il nostro -e anche vostro- Ghiorgos Seferis ci ricorda: “La vita è ciò che hai dato.”

Marzo 2016

Aristidis Baltàs
Ministro delle Cultura e dello Sport della Repubblica Ellenica

Lascia un commento